Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.12345Gent.mi tutti, Dopo un lavoro di assemblamento degli statement, visto il ricco contributo e la partecipazione nei commenti raccolti (comprensibile visto il brainstorming), è arrivato il momento di votare gli stessi in termini di accordo con le affermazioni. La scala per il voto è numerica ed è graduata da 1 a 9. Scala Likert: 1-2 fortemente non raccomandato 3-4 debolmente non raccomandato 5 nessuna raccomandazione 6-7 debolmente raccomandato 8-9 fortemente raccomandato L’accordo è massimo quando il voto corrisponde a 8-9 ed è minimo quando il voto corrisponde a 1-2. Visto il lavoro di tutti e il contributo profuso, è auspicabile un alto livello di accordo. Siete invitati ad esprimere il vostro consenso entro il 15 luglio. Nell'email ricevuta troverete la documentazione completa, con l’aggiunta del razionale sostenuto dalla letteratura reperita al fine di supportare la vostra valutazione di consenso. Grazie per la collaborazioneSuccessivoQuesito 1 “Quali sono i criteri utilizzati per rispondere alle richieste di posizionamento di cateteri centrali nei pazienti oncologici (scelta del device, priorità di posizionamento, qualsiasi altro parametro fondamentale)?” 1. Le soluzioni di farmaci, corrispondenti a pH >9 o <5 e osmolarità >800mOsm, non possono essere infuse attraverso un catetere venoso periferico. (argomentare in ricerca sui vescicanti ed irritanti) Valore selezionato: 1 2. La necessità di infusioni prolungate o continue non può essere associata ad un catetere venoso periferico. Valore selezionato: 1 3. La durata prevista della terapia è elemento determinante sulla scelta del device venoso più appropriato. Valore selezionato: 1 4. La pianificazione dell’accesso vascolare nel paziente oncologico rappresenta un processo multidisciplinare che richiede una comunicazione strutturata tra il medico oncologo, il Team Accessi Vascolari e il paziente. Valore selezionato: 1 5. La scelta del catetere o del sito di inserzione deve essere personalizzata in base alle caratteristiche del paziente (valutazione del patrimonio venoso, del BMI ed eventuali alterazioni anatomiche) e ai requisiti della terapia. Valore selezionato: 1 6. Il passaggio del paziente portatore di catetere venoso a lungo termine da regime ambulatoriale (outpatient) a regime di ricovero (inpatient) deve determinare un aumento del livello di prevenzione del rischio infettivo indipendentemente dalla tipologia di catetere: centrale o periferico. Valore selezionato: 1 PrecedenteSuccessivoQuesito 2 “In un paziente oncologico che necessita di essere sottoposto a chemioterapia antineoplastica di prima linea, in quali casi ritieni necessario inserire un accesso venoso centrale già per la prima somministrazione?”1. È auspicabile che il servizio TAV sia disponibile 5 giorni/settimana Valore selezionato: 1 2. In assenza di controindicazioni, il ricorso al catetere venoso centrale già dalla prima somministrazione rappresenta la scelta preferibile nella maggior parte dei trattamenti oncologici di prima linea. Valore selezionato: 1 PrecedenteSuccessivoQuesito 3 “Quali sono i tempi di risposta di un team accessi vascolari che ritieni essere congrui con le necessità di somministrare la terapia oncologica endovenosa?”1. Il tempo di risposta nel posizionamento di un accesso centrale per chemioterapia NON deve mai ritardare l’inizio previsto dall’oncologo. Valore selezionato: 1 A. In caso di: Leucemie acute all’esordio Linfomi aggressivi con compressione mediastinica Malattia bulky con rischio evolutivo rapido Il tempo di risposta di un team accessi vascolari deve garantire una valutazione entro 24 ore ed il posizionamento entro 48 ore Valore selezionato: 1 B. In caso di: Linfomi non complicati Tumori solidi con richiesta di avvio terapia imminente Il tempo di risposta di un team accessi vascolari deve essere di 3–4 giorni per cateteri esterni e di 7 giorni per i cateteri totalmente impiantabili Valore selezionato: 1 C. In caso di: Tumori solidi in fase metastatica senza urgenza clinica Percorsi adiuvanti programmabili Sostituzioni pianificate Programmazione di PORT o dispositivi a lungo termine Il tempo di risposta di un team accessi vascolari deve essere di 10 giorni con estensione fino a 12–15 giorni nei casi clinicamente stabili. Valore selezionato: 1 PrecedenteSuccessivoQuesito 4 “Nel processo di prevenzione ICA correlate a catetere venoso nel paziente oncologico: considerando i setting ambulatoriale, territoriale e di degenza ospedaliera, quali modalità di contenimento del rischio ritieni opportune?”1. È mandatoria la formazione in materia di gestione degli accessi vascolari per tutto il personale medico ed infermieristico che si occupa di accessi vascolari, in ambito ospedaliero, ambulatoriale e territoriale. Valore selezionato: 1 2. Ogni struttura ospedaliera e/o territoriale deve produrre procedure specifiche e standardizzate in tema di scelta, gestione e rimozione degli accessi vascolari, sia periferici che centrali. Valore selezionato: 1 3. Ogni struttura ospedaliera e/o territoriale deve utilizzare un sistema di monitoraggio CABSI, come indicatore di qualità della prevenzione ICA correlate a catetere venoso Valore selezionato: 1 4. Ogni struttura ospedaliera e/o territoriale deve organizzare un TAV aderente nel suo assetto alle più moderne indicazioni di letteratura Valore selezionato: 1 5. Promuovere la sanità di prossimità garantendo la semplificazione dei percorsi assistenziali, l’uso appropriato delle risorse disponibili, coinvolgimento attivo ed educazione del paziente e caregiver anche attraverso l’utilizzo della telemedicina. Valore selezionato: 1 Invia